finanziamenti alle startup

Il Decreto Rilancio a supporto delle startup italiane

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Aspettativa disattesa: il fatto che detrazioni e deduzioni fiscali a favore degli investitori in startup non siano stati aumentati (almeno sono stati confermati).
Provvedimenti stralciati che sarebbero stati di beneficio:
  • moratoria di un anno per le imprese innovative con esposizione debitoria verso il sistema bancario;
  • estensione di un anno della permanenza delle startup all’interno del registro delle imprese innovative;
  • aumento dal 30 al 50% degli sgravi fiscali per chi investe in startup e pmi innovative;
  • 40 milioni di investimento per la valorizzazione economica dei titoli della proprietà industriale (brevetti, disegni, marchi);
  • riduzione a 10 milioni di euro (dai 20 milioni previsti inizialmente) di stanziamento per le startup per l’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori e centri d’innovazione pubblici o privati.
Sorprese: l’introduzione di un fondo da 4 milioni per i videogames (opinabile) e lo stanziamento da 500 milioni a favore di Enea per il finanziamento del trasferimento tecnologico creando la Fondazione Enea Tech (avendo però già il fondo Tech Growth del Fondo Italiano d’Investimento con Cdp come investitore).
In dettaglio, a supporto del venture capital e dell’ecosistema delle startup, il Decreto Rilancio prevede:
  • uno stanziamento di 200 milioni aggiuntivi per il fondo di sostegno al venture capital;
  • uno stanziamento di 200 milioni per il fondo di garanzia, mirato alle startup e pmi innovative;
  • 100 milioni aggiuntivi per i finanziamenti agevolati del bando Smart&Start;
  • l’anzidetto fondo di 4 milioni per i videogames;
  • lo stanziamento di 500 milioni assegnati alla neonata Fondazione Enea Tech, per finanziare il trasferimento tecnologico.
In attesa dei decreti attuativi, che ci si augura possano chiarire le norme, la reazione del mondo del venture capital è stata sostanzialmente positiva pur sottolineando l’importanza, nella collaborazione pubblico-privato, del fatto che i privati prendano le decisioni di investimento e il pubblico li supporti. Cruciale, è stato detto, è che il settore del venture capital abbia le risorse necessarie per supportare nel lungo periodo le startup nella loro evoluzione. 
Il mercato italiano offre grandi opportunità per gli investitori in venture capital, basti guardare al fenomeno della trasformazione digitale che, imposta dal lockdown e sorta prepotentemente all’ attualità, è destinata a diventare strutturale. Ottimi casi di startup italiane nel settore del digitale e dell’ecommerce sono, ad esempio, società come Cortilia, Tannico e Milkman.

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