I fondi di venture capital

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I fondi di venture capital concentrano la loro attività nell’investimento in società nelle prime fasi del ciclo imprenditoriale, spesso altamente innovative ma con un forte profilo di rischio.
Esistono diverse tipologie di finanziamento del capitale di rischio che vede attive diverse tipologie di fondi. 
Nel c.d. seed financing (finanziamento dell’idea imprenditoriale) l’investitore venture interviene già nella fase di sperimentazione, quando ancora non esiste un prodotto o servizio, ma soltanto un’idea innovativa.  In questi casi, generalmente, la validità, producibilità e commerciabilità del prodotto/servizio che si va a finanziare è ancora da dimostrare e la controparte è più un inventore (o gruppo di inventori) che un imprenditore formato. Il corollario è sovente l’assenza di un business plan strutturato. E’ richiesta quindi l’assistenza di professionisti in materia, quali i consulenti di pianificazione finanziaria.  Le operazioni seed vengono generalmente effettuate da investitori altamente specializzati nei vari settori industriali in questione e che posseggono quindi le competenze tecniche e scientifiche che vengono richieste per operazioni di questo tipo. Il taglio medio di un investimento in seed capital è tra i 100.000 e i 150.000 euro.
La fase successiva di avvio dell’attività produttiva (ma non ancora quella di accesso al mercato per cui la validità commerciale è ancora da dimostrare) vede l’intervento dei fondi di venture capital specializzati in startup financing (c.d. early stage). Pur condividendo molte caratteristiche con la fase precedente, in termini ad es. di natura della controparte e della preponderanza di considerazioni tecnico/scientifiche rispetto ad aspetti economico/finanziari, è stata superata la fase di sperimentazione. Si dispone di un prodotto, verificato a livello di prototipo e spesso sono state completate le fasi di ingegnerizzazione e brevettazione. Inoltre, la società formalmente esiste, e dispone di un management team. Vengono quindi richieste le risorse finanziarie per lo sviluppo dell’attività produttiva e per lo sviluppo della società stessa. Generalmente, gli investimenti in startup non superano i 700.000/1.000.000 di Euro.
Per le società che hanno già raggiunto un certo grado di maturità si propongono gli investitori, non già più solo di venture ma anche di private equity, per investimenti in capitali di sviluppo (il c.d. growth financing). Tali finanziamenti sono finalizzati a supportare l’impresa, ad esempio, nell’aumento o la diversificazione della capacità produttiva, nell’acquisizione di altre aziende o rami di azienda, oppure nell’integrazione con altre realtà imprenditoriali (operazioni di fusioni ed acquisizioni).
A seconda della fase di vita dell’impresa e delle sue caratteristiche, ci sono differenti tipologie di operatori che investono in capitale di rischio. Nelle primissime fasi (il sopraddetto seed financing), sono attivi investitori privati, tipicamente persone fisiche che apportano capitale di rischio (i c.d. business angels). Questi sono in genere ex imprenditori, manager in attività o in pensione, liberi professionisti, dotati di un discreto patrimonio personale. Nella maggioranza dei casi questo tipo di investitori acquisisce una partecipazione di minoranza investendo in settori in cui ha operato e di cui conosce caratteristiche e opportunità. I business angels offrono non solo capitali, ma anche competenze gestionali, conoscenze tecnico-operative e una consolidata rete di relazioni con il mondo economico-finanziario.
Nella fase successiva di early stage financing, caratterizzata da un fabbisogno finanziario più elevato, i protagonisti delle operazioni sono i fondi di venture capital che rappresentano quella classe di operatori il cui scopo è fornire capitale di rischio a imprese nuove o in fase di sviluppo attraverso strutture giuridiche ben definite. Ne esistono di diversi tipi. Oltre ai fondi di venture capital, che generalmente operano attraverso lo strumento del fondo di investimento mobiliare chiuso con l’obiettivo di raccogliere capitali presso investitori istituzionali o privati per investirli in società non quotate ad alto potenziale di sviluppo, ci sono anche operatori di matrice bancaria ed operatori pubblici, o di emanazione pubblica, che permettono l’accesso alle imprese innovative e/o giovani a programmi di sostegno, non soltanto di carattere finanziario.

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